martedì 6 febbraio 2018

I nostri studenti a Tarquinia, per ricordare la Shoah presso la Cittadella di Semi di Pace

 
TARQUINIA – “Il 27 gennaio è il giorno in cui il mondo intero, l’umanità tutta, ricordano la pagina più aberrante della storia: l’Olocausto, lo sterminio del popolo ebraico. Per Semi di Pace, attraverso il memoriale della Shoah di Tarquinia, il giorno della memoria rappresenta uno dei momenti dell’intenso lavoro di ricostruzione, sensibilizzazione e diffusione della conoscenza che si svolge lungo tutto l’arco dell’anno e che offre un contributo fondamentale a un territorio come il nostro ma anche all’Italia intera”. Così Alessandro Mazzoli è intervenuto questo mattina a Tarquinia in occasione dell’incontro promosso da Semi di Pace per celebrare la Giornata della Memoria che ricorrere il prossimo 27 gennaio.















“A Tarquinia, grazie al memoriale della Shoah, si ritrovano ormai da anni – ha ricordato il deputato del Partito democratico – sopravvissuti ai campi di sterminio, studiosi, istituzioni, rappresentanti delle diverse confessioni religiose che attraverso il dialogo e il reciproco riconoscimento si impegnano a non dimenticare e a tramandare la cultura della tolleranza e della pace alle generazioni più giovani. L’importanza di tutto questo sta non solo nel valore della memoria ma anche nel bisogno di continuare a battersi per affermare i valori della civiltà contro l’odio, dell’inclusione contro l’esclusione, della solidarietà contro l’egoismo. Purtroppo non si può dire una volta per tutte che quello che è accaduto non capiterà mai più. Perché non ritorni, perché non si ripeta mai più, ciascuno di noi è chiamato all’impegno”.

“Ciò che fanno le scuole, insieme all’Università della Tuscia, è prezioso perché – ha continuato Mazzoli – serve a costruire e rafforzare la speranza. Una ragazza o un ragazzo di oggi, consapevoli delle pagine più buie della storia, saranno cittadini migliori perché aiuteranno tutti a non ricadere negli errori e nelle tragedie. È fondamentale riconoscere e rispettare l’uomo inteso nella sua totalità come essere umano a prescindere dalla provenienza, dal colore della pelle, dalla religione, dall’orientamento sessuale. Se nelle nostre azioni quotidiane sapremo fare questo, ovvero rispettare le persone, avremo dato un contributo importante alla società e alla comunità in cui viviamo”.



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