lunedì 12 febbraio 2018

Una lezione sul campo: uscita didattica "Viterbo medievale"

Il primo febbraio 2018, la classe III AM del Liceo Musicale Santa Rosa da Viterbo, accompagnata dalla professoressa Monica Sanfilippo (docente di storia e filosofia) e dal professore Eudenio De Luca (docente di storia dell’arte), ha partecipato all’uscita didattica interdisciplinare per scoprire sul campo e dal vivo la storia, l'arte e le bellezze di Viterbo medievale



Nel tragitto sono stati gli studenti ad esporre nozioni storiche, architettoniche e particolarità di diversi luoghi e spazi identificativi della città: la cattedrale di San Lorenzo (Duomo di Viterbo), il Palazzo Papale con annessa Sala del Conclave, la Chiesa e la Piazza San Pellegrino, la Chiesa di Santa Maria Nuova, la Piazza della Morte, compreso un momento di riflessione sulla storia e la figura della santa simbolo della città viterbese, presso il Museo dei Facchini di Santa Rosa





L'obiettivo è stato "fare da cicerone" alla studentessa Salomè, da poco arrivata in Italia dall'Hunduras, e introdotta nella nostra classe, per farle scoprire dal vivo una parte di storia medievale in cui Viterbo ha un ruolo significativo. Gli studenti hanno, pertanto, alternato spiegazioni in italiano e in inglese.





La classe, inoltre, ha avuto l’opportunità di visitare il Polo Monumentale “Colle del Duomo di Viterbo”, costituito da tre attrazioni uniche nella città: il Palazzo dei Papi, la Cattedrale di San Lorenzo e il Museo del Colle del Duomo
Grazie alle guide si è potuto approfondire e scoprire la storia, la costruzione e numerose particolarità di questi tre luoghi, la cui bellezza giustifica e riafferma la fama della città dei Papi.






Salomè ha gradito molto il nostro gesto "didattico" di benvenuto a cui tutti abbiamo partecipato con entusiasmo. 
E il "lavoro" non finisce qui: a breve un video e un ebook con i nostri disegni sulle tappe più significative della visita guidata.

Martina Crocicchia, Classe IIIAM

La via Francigena tra storia e spiritualità

Itinerari di fede nella Tuscia viterbese

di Francesco Maria Ceccarini, IIIAM






martedì 6 febbraio 2018

I nostri studenti a Tarquinia, per ricordare la Shoah presso la Cittadella di Semi di Pace

 
TARQUINIA – “Il 27 gennaio è il giorno in cui il mondo intero, l’umanità tutta, ricordano la pagina più aberrante della storia: l’Olocausto, lo sterminio del popolo ebraico. Per Semi di Pace, attraverso il memoriale della Shoah di Tarquinia, il giorno della memoria rappresenta uno dei momenti dell’intenso lavoro di ricostruzione, sensibilizzazione e diffusione della conoscenza che si svolge lungo tutto l’arco dell’anno e che offre un contributo fondamentale a un territorio come il nostro ma anche all’Italia intera”. Così Alessandro Mazzoli è intervenuto questo mattina a Tarquinia in occasione dell’incontro promosso da Semi di Pace per celebrare la Giornata della Memoria che ricorrere il prossimo 27 gennaio.















“A Tarquinia, grazie al memoriale della Shoah, si ritrovano ormai da anni – ha ricordato il deputato del Partito democratico – sopravvissuti ai campi di sterminio, studiosi, istituzioni, rappresentanti delle diverse confessioni religiose che attraverso il dialogo e il reciproco riconoscimento si impegnano a non dimenticare e a tramandare la cultura della tolleranza e della pace alle generazioni più giovani. L’importanza di tutto questo sta non solo nel valore della memoria ma anche nel bisogno di continuare a battersi per affermare i valori della civiltà contro l’odio, dell’inclusione contro l’esclusione, della solidarietà contro l’egoismo. Purtroppo non si può dire una volta per tutte che quello che è accaduto non capiterà mai più. Perché non ritorni, perché non si ripeta mai più, ciascuno di noi è chiamato all’impegno”.

“Ciò che fanno le scuole, insieme all’Università della Tuscia, è prezioso perché – ha continuato Mazzoli – serve a costruire e rafforzare la speranza. Una ragazza o un ragazzo di oggi, consapevoli delle pagine più buie della storia, saranno cittadini migliori perché aiuteranno tutti a non ricadere negli errori e nelle tragedie. È fondamentale riconoscere e rispettare l’uomo inteso nella sua totalità come essere umano a prescindere dalla provenienza, dal colore della pelle, dalla religione, dall’orientamento sessuale. Se nelle nostre azioni quotidiane sapremo fare questo, ovvero rispettare le persone, avremo dato un contributo importante alla società e alla comunità in cui viviamo”.



La persecuzione degli ebrei. Le classi V dell'Istituto partecipano all'inaugurazione della mostra all'UniTus.

Per commemorare la Shoah, il 30 gennaio scorso, presso l’Università degli Studi della Tuscia, e in collaborazione con i Dipartimenti DISTU e DISUCOM, si è svolto il seminario di studi su La persecuzione degli Ebrei in Italia e nei territori occupati  alla presenza degli studenti dei Licei viterbesi e, tra questi, le classi quinte del Liceo Santa Rosa.


Dopo il sentito avvio ai lavori del Rettore, Alessandro Ruggieri, sono intervenuti il professor Andrea Ungari della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali LUISS di Roma, la professoressa Elisa Guida e il professor Tommaso Dell’Era dell’Università degli Studi della Tuscia, il professor Alessandro Volterra dell’Università degli studi Roma Tre coordinati da Gabriella Yael Franzone della Comunità ebraica di Roma.



Al termine del seminario è stata inaugurata l'originale mostra sul tema discusso: Il fascismo e gli ebrei nella “guerra parallela”. Africa italiana e Balcani (1939-1945).

a cura di
Camilla Pollini, Classe VAM


Alcuni pannelli


venerdì 26 gennaio 2018

Per non dimenticare, il 27 gennaio in Aula Magna: "Alla ricerca delle radici del male"


Prima di tutto le storie. Storie di donne e di uomini della Shoah che hanno subito il male più atroce, assoluto. Raccontate da figli e nipoti, vittime anch’essi del dolore. Un dolore conosciuto, per quanto sempre rinnovato nel ricordo.
Accanto a loro altre storie, apparentemente contrapposte. Quelle dei figli e nipoti dei carnefici, dei nazisti che quelle donne e quegli uomini hanno massacrato. Un dolore altrettanto assoluto, provocato dalle colpe infami dei loro padri e nonni.
Un viaggio in alcuni dei luoghi in cui il male è avvenuto, luoghi simbolo della dolorosa memoria del Novecento: dal campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, al campo di concentramento di Plazow, alla pace del bosco di Niepolomice, in Polonia, tutti silenti testimoni del massacro. Il “Binario 21” di Milano, da cui partiva il treno dei deportati e le Fosse Ardeatine a Roma, simbolo della Resistenza al nazi-fascismo.
Nel film, ognuno di questi luoghi fa da scenario ad un evento straordinario: qui i figli e i nipoti della Shoah si incontrano, per la prima volta davanti alla macchina da presa, con i discendenti dei nazisti, per parlarsi, raccontarsi le reciproche storie di dolore.
Un viaggio nel profondo dell’animo umano, alla ricerca delle radici del male. Con un messaggio finale di speranza per il futuro, nella consapevolezza che, perché il passato non si ripeta, la Storia, così come le tante e diverse storie dei protagonisti di questo film, debba essere compresa, oltre che ricordata.

Fonte Sinossi del film