martedì 22 agosto 2017

Summer music campus - II edizione di successo

Si è conclusa con eccellente successo la II Edizione del “Summer music campus” promosso dal Liceo Musicale “S.Rosa da Viterbo”, gestito in collaborazione con il Comune di Villa S.Giovanni in Tuscia e la direzione artistica dell’Associazione LiBerArmonia.

Il Campus si è svolto tra il 10 e il 29 luglio presso il Liceo Musicale; i corsi attivati, hanno visto la partecipazione di una sessantina di ragazzi provenienti non solo dal Liceo cittadino, ma dalla provincia, dal Lazio e da fuori regione, di età compresa tra i 12 e i 20 anni. Quest’anno oltre ai corsi di strumento tradizionali sono stati attivati anche i corsi di “Teoria e Solfeggio”, “Elementi di armonia”, “Composizione”, “Laboratorio corale” e “Chitarra jazz” e “Jazz groups”


Motivo di grande arricchimento è stata la presenza non solo di docenti provenienti dal Liceo di Viterbo, ma anche di docenti e concertisti di altre realtà musicali.
I ragazzi che hanno partecipato al “Laboratorio Orchestrale” hanno potuto arricchire e consolidare le proprie abilità strumentali grazie alla grande esperienza orchestrale e alla riconosciuta professionalità di elevato spessore artistico della violinista Liliana Bernardi, concertista di fama e docente di violino presso il Conservatorio Statale di Musica “Morlacchi” di Perugia.  



Gli appuntamenti musicali animati dai ragazzi, a Viterbo presso l’Auditorium e a Villa S.Giovanni in Tuscia hanno visto la presenza di un nutrito pubblico che ha dimostrato notevole apprezzamento per le kermesse concertistiche.

Di seguito i video di alcune performance.
Buon ascolto!













lunedì 5 giugno 2017

Parliamone: "Lasciami stare!"

"Lasciami stare - Storia di Francesco" è un cortometraggio sul tema della violenza realizzato dagli alunni della classe III AE del Liceo Santa Rosa nell'ambito del Progetto "Parliamone" del Dipartimento di Sostegno dell'Istituto in collaborazione con il Centro anti-violenza Erinna di Viterbo e lo SPI.




School of Rock

"School of Rock" è un cortometraggio musicale realizzato nell'ambito del Dipartimento di Sostegno, e all'interno del Progetto di Istituto di didattica inclusiva - Laboratorio di cinematografia - al quale hanno partecipato alunni del Liceo musicale insieme ad alunni con BES.



Gli alunni hanno collaborato alla stesura della sceneggiatura, alla realizzazione di un brano musicale e si sono sperimentati in prima persona nel ruolo di attori.


Referente del Progetto: Prof.ssa Stefania Zappi
Educatori: Alberto Giovannini, Maria Cafaro, Irene Gabrielli

martedì 16 maggio 2017

Certificazione di lingua francese raggiunta con successo

ESAMI DELF                                                                   
         

Nei giorni 09 e 10 maggio si sono svolti gli esami delle Certificazioni di lingua Francese DELF B1 presso il liceo “Buratti” ai quali hanno partecipato 7 alunne del nostro liceo:

AMMUCCIATO Erika
BERNARDINI Martina
BERTOCCI Maria
BROCCHI Francesca
DUMBRAVA Alexandra
LATTANZI Vanessa
RAGGI Alessia

Le alunne hanno seguito durante l’anno un corso di preparazione organizzato e svolto dall’insegnante curricolare Mannocci Ilaria, referente del progetto di potenziamento “Certificazione di Lingua Francese”.


La certificazione linguistica è un passaporto per la mobilità in Europa e nel mondo. È una qualifica che valorizza il curriculum dello studente:

·         dà crediti formativi a scuola per l’Esame di Stato;
·         all’università consente di ottenere l’idoneità per gli esami di lingua francese;
·          permette di  iscriversi nelle università francesi senza test linguistico d’ingresso;
·          facilita l’accesso ai programmi europei Erasmus, Leonardo e a oltre 180 doppi     diplomi italo-francesI;
·          apre le porte del mondo lavorativo in Italia e in Francia. 

Un ringraziamento alle alunne che hanno seguito con costanza il corso ed hanno dimostrato tenacia e amore per la lingua francese.


A giugno sapremo i risultati. Per ora….BONNE CHANCE!!!

martedì 2 maggio 2017

Primo premio assoluto per l'Ensemble vocale Juvenilis harmonia

Un'altra vittoria per l'Ensemble vocale “Juvenilis harmonia” del Liceo Musicale “S.Rosa da Viterbo”, sabato 29 aprile scorso ha infatti vinto il primo premio assoluto al XVIII Concorso Nazionale Etruria di Piombino.
Presidente di giuria il noto pianista e camerista di fama internazionale Piernarciso Masi che ha avuto parole di elevato apprezzamento per la giovane formazione viterbese.


I componenti dell'Ensemble,diretti dalla Prof.ssa Bernardi Antonella, sono: Anesini Giulia,Ferretti Silvia, Zazzu Eleonora, Oroni Nicol (Soprani), Servignani Gioanna, Di Gennaro Giada, Stella Claudia (contralti),Anselmi Alessandro,Biagiotti Michele, Castè Aldo (tenori), Jacopo Burla, Malvezzi Filippo, Mancini Gianni (bassi).



Tra i brani eseguiti durante il concorso anche “Je cherche la titine” nella splendida versione trascritta a quattro voci miste dal Maestro viterbese Gino Nappo.




giovedì 27 aprile 2017

I pellegrini nel medioevo.

In una civiltà di segni, fortemente radicata nell’immagine, facilmente si sarebbe potuto riconoscere un pellegrino, soprattutto al ritorno da Roma quando venivano appuntate sulle vesti o sul cappello le immagini di San Pietro e San Paolo. All’andata sarebbe bastata una conchiglia, che nel tempo era divenuto simbolo del pellegrino. Il bastone (bordone) rappresentava la fede alla quale ogni pellegrino si doveva appoggiare; la bisaccia stava a significare la carità cristiana ed era sempre aperta per dare e per ricevere.
 


Il pellegrino si metteva così in marcia per commissione altrui, per penitenza canonica e giudiziaria, per lucrare le indulgenze.
In ogni caso è sempre un insieme di motivi a muovere il pellegrino a compiere il santo viaggio. Si va principalmente a Roma, alla tomba di San Pietro, centro della cristianità e luogo che conserva il maggior numero di reliquie (così definita da Papa Nicolo IV nel 1289). Ma soprattutto si parte per un profondo incontro con Dio. In tale prospettiva la Via Francigena diventa la strada che porta alla contemplazione di Cristo.

 


Il periodo preferito per partire per un pellegrinaggio era la metà d’Agosto, durante la Settimana Santa e in prossimità della festività di San Michele (29 settembre). Era anche il periodo in cui si celebravano ovunque il maggior numero di fiere, così che lungo le strade si trovava più facilmente da mangiare. Si sceglieva una stagione calda anche perché così non era necessario portarsi degli indumenti pesanti ed era possibile dormire su un giaciglio di paglia o addirittura all’aperto.
Normalmente il pellegrinaggio avveniva a piedi poiché non molti potevano permettersi una cavalcatura, come i ricchi mercanti o i nobili. Spesso il pellegrinaggio avveniva in gruppo per difendersi da malfattori ed aiutarsi reciprocamente. A volte avveniva per mare, risalendo il Tevere fin dentro Roma.

 

Un’imponente struttura ospedaliera attendeva i pellegrini: ospizi retti da corporazioni, confraternite, ordini militari, conventi, singoli privati che erano pronti ad accogliere i pellegrini in transito.
Nel Medioevo Roma non rappresentava l’unica meta. La Francigena continuava fino in Puglia (al santuario di San Michele Arcangelo), dove ci si poteva anche imbarcare alla volta di Gerusalemme.
Santiago (con la tomba dell’apostolo Giacomo), Roma e Gerusalemme costituivano i pilastri del pellegrinaggio medievale.


Francesco Zappa, classe III AM





Colpito, una storia di coraggio e di legalità

Giovedì 7 aprile, dalle ore 9:30 alle 12:00, presso l’istituto tecnologico Leonardo da Vinci (ITIS) si è tenuta una conferenza sulla legalità sostenuta dall’imprenditore Tiberio Bentivoglio. La conferenza per motivi organizzativi è stata svolta solamente con una piccola rappresentanza degli studenti dei vari licei, composta dai rappresentanti di classe delle classi terze, quarte e quinte. Principale scopo della conferenza: quello di combattere “grandi” e “piccole mafie”, a partire da quelle presenti ogni giorno nelle nostre scuole.
Il signor Bentivoglio ha narrato alla vasta platea la forte e tragica storia della sua vita con tono risoluto, deciso e a volte commosso, suscitando un ascolto attivo da parte di tutti gli studenti.


La sua storia iniziò nel 1979 quando il giovane ragazzo calabrese riesce a realizzare il sogno della sua vita: una propria impresa. Negli anni il successo dell’impresa aumenta notevolmente: si cerca così di espandere il territorio della fabbrica ormai divenuto insufficiente a causa dell’immediato sviluppo. Bentivoglio decide di trasferirsi su un territorio più vasto con tre finestre che affacciavano sulla strada principale della città. La felicità e la tranquillità del piccolo imprenditore terminano proprio nel giorno dell’inaugurazione del nuovo stabile; due uomini, membri della ’ndrangheta si presentano per richiedere il pizzo, Bentivoglio, dopo una breve consultazione con la moglie, decide di cacciare i due e di non pagare il pizzo.
Inizia così lo scontro con la potente organizzazione. Dopo questo avvenimento tre mesi partono azioni di terrorismo psicologico contro l’imprenditore: lettere intimidatorie e messaggi diretti e indiretti per destabilizzare la mente del signor Bentivoglio, che però continua a rifiutarsi di pagare il pizzo. Successivamente accadono fatti sconcertanti per Tiberio, poiché, dopo le lettere, la ’ndrangheta fa esplodere metà del suo negozio. Marito e moglie non si piegano e continuano la loro attività a testa alta ricostruendo parte del locale e della merce.
Un altro fatto sconvolge le vie dei due imprenditori: il negozio appena costruito viene dato nuovamente alle fiamme; Bentivoglio vuole lasciare tutto e darla vinta all’associazione, ma sorretto e incoraggiato dalla moglie non si lascia abbattere. Mentre il negozio è in via di ricostruzione, l’imprenditore continua a coltivare il suo sogno vendendo anche l’ultima merce rimasta nei magazzini dell’impresa. E denuncia.
Iniziano così i processi per le varie vicende accadute. Il culmine di questa tragica storia si manifesta sotto un tentato omicidio: mentre era nel suo frutteto il signor Bentivoglio sente spari di pistola alle sue spalle e viene colpito. Rischia la vita. Subito si rifugia all’interno del camion che lo protegge, anche se non completamente, dai colpi di pistola degli attentatori. I processi tra falsi testimoni e vicende sconcertanti continuano ancora oggi dopo anni.


Bentivoglio oggi trova sostegno in associazioni contro l’illegalità come Libera, che si costituisce parte civile nei processi. Oggi l’imprenditore lavora in un locale sequestrato alla mafia, ma la sua vita è segnata profondamente nelle relazioni e negli affetti, nella possibilità di condurre una vita “normale”, scortato giorno e notte da agenti delle forze dell’ordine. A testimonianza della sua coraggiosa esperienza ha scritto un libro, “Colpito” in cui la sua storia diventa un grido di verità e di resistenza contro la prepotenza e la violenza a cui lo Stato, non riesce sempre a dare una valida risposta.
Ciò che più mi ha colpito di tutta questa storia sono la tenacia e il coraggio, la forza e la calma al contempo, di un uomo “semplice” che lotta in prima linea, rischiando la vita ogni giorno, in nome di una giustizia che sia per tutti, soprattutto per i giovani.

Francesco Zappa, III AM